Mio figlio non gattona: cosa posso fare?

Durata di lettura dell’articolo: 5 minuti 

Come genitori, è comune chiedersi a che età il proprio bambino dovrebbe iniziare a gattonare e se sia normale che preferisca stare in piedi piuttosto che gattonare. Molti si domandano se il gattonamento sia un passaggio indispensabile e cosa fare se a 9 o 10 mesi il bambino non gattona ancora. In questo articolo, esploreremo l’importanza di questa fase motoria e alcuni consigli per supportare vostro figlio in questo percorso.

Mio figlio non gattona: perché?

È possibile che alcuni bambini saltino la fase del gattonamento o la raggiungano in ritardo. Questo non dipende dalla genetica o da un’indole pigra, ma piuttosto dalla mancanza di opportunità di sviluppare adeguatamente tono muscolare e coordinazione. Un ambiente ricco di stimolazioni motorie, fin dalle prime settimane di vita, è cruciale per promuovere lo sviluppo motorio del bambino.

Se a 9 mesi il bambino non gattona, potrebbe essere dovuto a diverse ragioni, come un basso tono muscolare, difficoltà di coordinamento o altri problemi di sviluppo che possono richiedere un consulto professionale.

In ogni caso, è importantissimo che non manchino gli stimoli che spingono un bambino a gattonare. I giochi e le stimolazioni aiutano i neonati a svilupparsi meglio e a raggiungere tutte le tappe dello sviluppo.

Perché è importante gattonare

È importante comprendere il significato cruciale del gattonamento nello sviluppo motorio del bambino. Vediamo insieme quanto questa tappa è importante e fondamentale per i neonati.

  • Il gattonamento rafforza i muscoli, le ossa e le articolazioni del bambino, migliorando l’equilibrio e preparandolo ad assumere una postura verticale corretta.
  • Il gattonare permette ai bambini di imparare a cadere in sicurezza senza farsi male, atterrano prima con le ginocchia e poi con le mani, evitando di sbattere il naso o i denti quando inizierà a camminare.
  • Un bambino che gattona e che ha imparato a cadere, affronta con più serenità e sicurezza lo stare in piedi e il provare a camminare, sapendo come scendere e come rialzarsi quando ne ha bisogno, in modo autonomo, senza bisogno di un adulto.
  • Riuscire a muoversi e spostarsi autonomamente permette al bambino di esplorare, venire a contatto con più oggetti e fare esperienze sensoriali e motorie, sviluppando la motricità fine, la coordinazione oculo manuale e la rete neurale, fondamentali per lo sviluppo dell’intelligenza. Per più informazioni su questo argomento ti consigliamo di guardare il video “Hai un bambino da 0 a 3 anni”.
  • Il gattonamento favorisce la capacità di orientamento nello spazio e la percezione del proprio corpo, migliorando la strutturazione dello schema motorio.
  • Gattonando, un bambino può raggiungere la mamma che si è allontanata da lui, o può andare in un’altra stanza, riuscendo a gestire meglio l’ansia di separazione, caratteristica di questa fascia d’ età.
  • Attraverso il gattonamento, il bambino impara a coordinare braccia e gambe, stimolando entrambi gli emisferi cerebrali. Questo movimento favorisce, più di ogni altro lo sviluppo del mesencefalo e del ponte, consentendo di ottenere una buona coordinazione motoria, utile per vari sport.
  • Grazie alla stimolazione coordinata dei due emisferi si riduce la probabilità di sviluppare dislessia.
  • Il gattonamento consente anche un miglioramento delle abilità visive come la convergenza visiva (il bambino deve mettere a fuoco oggetti vicini), la visione bifocale (impara a mettere a fuoco oggetti sia vicini che lontani) e binoculare (gli occhi imparano a lavorare assieme).
  • Gattonare stimola nel bambino l’autonomia e l’intraprendenza; consentendogli di raggiunge da solo ciò che desidera.
  • Un bambino che riesce a raggiungere da solo ciò che vuole si sente gratificato e soddisfatto e ciò rafforza la sua autostima.

Questi benefici non implicano che un bambino che non ha gattonato incontrerà necessariamente problemi futuri. Tuttavia, offrire al proprio figlio l’opportunità di sperimentare questa fase può aprire la strada a uno sviluppo più ricco e armonioso.

Lo sviluppo psicomotorio: girarsi, strisciare, gattonare e camminare

Rispettare i tempi naturali di sviluppo del bambino e fornire un ambiente stimolante che lo incoraggi a muoversi autonomamente sono aspetti fondamentali che lo spingeranno ad arrivare in modo autonomo a strisciare e a gattonare.

Secondo il normale processo di sviluppo motorio, per potersi mettere in piedi, il bambino prima deve essere in grado di raggiungere un sostegno, spostandosi tramite gattonamento o strisciamento. Prima di gattonare o strisciare, deve sapersi girare e mettersi in posizione prona. E per sedersi, deve essere in grado di mettersi a carponi, da cui poi passa a sedersi per osservare meglio ciò che lo circonda.

Se un bambino segue percorsi diversi da questi, spesso è perché un adulto lo ha aiutato a raggiungere una posizione avanzata senza rispettare i suoi tempi naturali. Immaginate un bambino che cammina ma non sa gattonare o strisciare. Cosa fa quando cade? Come si rialza da solo o raggiunge un sostegno per rialzarsi? Senza queste abilità fondamentali, sarà costretto a dipendere da un adulto per rialzarsi, limitando così la sua indipendenza e autonomia.

Evitare la posizione seduta finché non la raggiunge da solo

Molto probabilmente, un bambino che ha già conosciuto la comodità della posizione seduta, dove può osservare il mondo intorno a sé senza sforzo e con le mani libere per giocare, non apprezzerà di trovarsi in posizione prona a terra. In questa posizione, infatti, deve sollevare il capo e sostenersi sulle braccia per guardarsi attorno, e fare uno sforzo muscolare notevole per afferrare oggetti. Di conseguenza, può essere più complicato (ma non impossibile) incoraggiarlo a esercizi che promuovano il gattonamento.

Un bambino è veramente pronto per sedersi da solo quando, partendo dalla posizione a gattoni, riesce a raccogliere un oggetto e poi a sedersi autonomamente per giocare con le mani libere. Questo indica che ha sviluppato in modo naturale la forza e la coordinazione necessarie per passare da una posizione all’altra, seguendo il proprio ritmo di sviluppo motorio.

Non ha mai gattonato ma cammina

Molto probabilmente, un bambino che ha già conosciuto la comodità della posizione seduta, dove può osservare il mondo intorno a sé senza sforzo e con le mani libere per giocare, non apprezzerà di trovarsi in posizione prona a terra. In questa posizione, infatti, deve sollevare il capo e sostenersi sulle braccia per guardarsi attorno, e fare uno sforzo muscolare notevole per afferrare oggetti. Di conseguenza, può essere più complicato (ma non impossibile) incoraggiarlo a esercizi che promuovano il gattonamento.

Un bambino è veramente pronto per sedersi da solo quando, partendo dalla posizione a gattoni, riesce a raccogliere un oggetto e poi a sedersi autonomamente per giocare con le mani libere. Questo indica che ha sviluppato in modo naturale la forza e la coordinazione necessarie per passare da una posizione all’altra, seguendo il proprio ritmo di sviluppo motorio.

Quando un bambino inizia a gattonare?

Un bambino che è stato adeguatamente stimolato fin dai primi giorni di vita, e che ha avuto l’opportunità di assumere varie posizioni per sviluppare tutti i suoi muscoli (senza essere forzato in posizione seduta), inizierà molto probabilmente a gattonare tra i 5 e i 7 mesi di vita.

Sebbene non sia indispensabile che un bambino gattoni, farlo porta vantaggi sia a livello motorio sia cognitivo. Il gattonamento consente al bambino di raggiungere autonomamente giocattoli e oggetti, anche quelli che i genitori potrebbero non considerare, oltre a favorire la sua autonomia, intraprendenza, sicurezza in sé stesso e, soprattutto, l’autostima.

Nell’incontro “Come favorire il girarsi, lo strisciare e il gattonare” incluso nel percorso “Primi sorrisi”, troverete molti esercizi e attività pratiche da proporre ai vostri bambini fin dai primi giorni. Queste attività non solo incoraggiano lo sviluppo di abilità come il girarsi, lo strisciare, il gattonare e il camminare, ma vi offrono anche l’opportunità di giocare e divertirvi insieme al vostro bambino!

Nadia Carollo

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